In libreria e online
il nuovo numero di alternative per il socialismo

 

 

 

 

Le tante/troppe crisi dell’Unione europea: migrazioni, Brexit, euro, mercato interno, clima, Isis, Siria - La spirale guerra/terrorismo e il Medio Oriente nel disordine mondiale - Il ruolo della Cina nella scena geopolitica - L’ultima chiamata per il Brasile di Dilma - L’Italia renziana che avanza traballando e la forza dei referendum - Bilancio e prospettive delle sinistre radicali europee - Maternità surrogata, un’alternativa possibile - Bruno Trentin: cos’è la politica

 

 

Bertinotti, Calchi Novati, Cacciari, Pieranni, Stedile, Agostinelli, Russo, Assennato, Serafini, D’Angelillo, Gianni, Sai, Garibaldo, Perna, Turri, Serughetti, Sarasini, Musto, Ranieri

 

 

Compra il pdf del n. 39

Una volta terminata la procedura di pagamento con Paypal
clicca sulla scritta "Torna a LAPIS" per iniziare il download

 

 

 

 

FARE DELL’INSTABILITÀ UN’OCCASIONE. LA CAMPAGNA REFERENDARIA

La diffusione della corruzione e della degenerazione delle istituzioni, fenomeno del tutto strutturale nella nuova economia e nel nuovo sistema politico, diventa un fattore di fragilità del sistema stesso. Combinandosi con lo strisciare in profondità della crisi sociale e con la crisi della coesione sociale, la fragilità può diventare un elemento di destabilizzazione del sistema politico e di governo. Per ora solo le componenti populiste sanno capitalizzarne i risvolti politici. Ma, intanto, primo, non va mai dimenticato che il conflitto tra l’alto e il basso della società è la cifra stessa delle società post-democratiche; secondo, che i populismi sono tra loro di diversa natura politica, persino opposta; terzo, che una sinistra che volesse rinascere sotto il segno dell’eguaglianza, del conflitto tra l’alto e il basso non potrebbe più prescindere. E, allora, dai movimenti e da sinistra andrebbe reindagata a fondo proprio la categoria dell’instabilità. Essa andrebbe per così dire, sollevata dalla polvere e condotta sull’altare. Il governo è oggi, qui e ora (domani non lo possiamo sapere), una dimensione tendenzialmente avversa ai movimenti e al cambiamento. Anche chi, muovendo da sinistra, vi fosse costretto, eccezionalmente, dagli eventi, dovrebbe saperlo.

FAUSTO BERTINOTTI

 

 

TEMI

 

LA SPIRALE GUERRA/TERRORISMO. E UNO SGUARDO NEL MONDO

 

IL MEDIO ORIENTE EPICENTRO DEL DISORDINE MONDIALE

Il radicalismo islamico che è sceso in guerra contro l’Occidente non è nato dal nulla. La raffigurazione da parte degli occidentali dello scontro in atto, tutta schiacciata sul fanatismo del Nemico, è una semplificazione auto-assolutoria che sottovaluta o travisa i processi che l’hanno preparato e fatto esplodere. Anche la formula terroristi non coglie le capacità effettive del cosiddetto Isis.

GIAN PAOLO CALCHI NOVATI

 

 

LE AZIONI DEI PACIFISTI CHE NESSUNO VUOLE VEDERE

La spesa militare mondiale ha raggiunto i 1.776 miliardi di dollari all’anno. Quando la cosiddetta opinione pubblica (quella che i media vogliono rappresentare, non l’80% dei cittadini che si dichiara contrario all’aumento delle spese militari) si dimentica di queste cifre, non ne soffre solo l’opzione pacifista del disarmo e della smilitarizzazione dei conflitti, ma muore la politica.

PAOLO CACCIARI

 

 

LA CINA, DA LOCOMOTIVA DEL MONDO A PROTAGONISTA GEOPOLITICO

Il nuovo protagonismo internazionale di Pechino si è manifestato in tutta la sua forza durante il mese di gennaio 2016, durante il quale il presidente cinese Xi Jinping ha visitato Arabia Saudita, Egitto e Iran. Durante il percorso Xi ha rinnovato le alleanze economiche con i tre paesi, dimostrando la volontà da parte della Cina di inserirsi negli equilibri geostrategici della regione e non solo.

SIMONE PIERANNI

 

 

LA RIPRESA DEI MOVIMENTI PORTERÀ IL BRASILE FUORI DALLA CRISI

I movimenti hanno di fronte due sfide, quella di riprendere il dibattito sulla necessità di una riforma politica, che potrà esserci solo con un’Assemblea Costituente e quella di fare pressione sul governo perché cambi la sua politica economica. Se il governo non cambierà entro aprile, dando segnali chiari che facciano capire da che parte sta, certamente perderà il suo consenso sociale.

JOAO PEDRO STEDILE

 

 

COP21, LO STORICO ACCORDO SPARITO DAI RADAR

L’aspettativa con cui è stato a lungo atteso e da cui è risultato fugacemente circondato l’Accordo delle Parti (Cop 21) raggiunto a Parigi ad “orologi fermi” - come da tradizione - il 12 dicembre 2015, non metteva certo in conto una così rapida scomparsa dall’agenda dei 195 Governi che l’hanno sottoscritto a conclusione dell’anno più caldo della storia.

MARIO AGOSTINELLI

 

 

L’ARGOMENTO

 

L’EUROPA E IL SOGNO INFRANTO

 

LE CRISI DELL’UNIONE EUROPEA

Migrazioni, terrorismo, unione monetaria, mercato interno, clima, Brexit, Isis, Siria. Leggendo la gravità delle crisi in cui si dibatte l’Ue ci si accorge subito come vengano gestite con il consueto approccio: affrontarle nell’immediato senza prospettive di lungo periodo, ma solo in funzione della costruzione del mercato unico sovranazionale, vero grande disegno delle élite europee.

FRANCO RUSSO

 

 

PER LA DEMOCRAZIA EUROPEA. UNO SGUARDO DALLA FRANCIA

L’involuzione francese è contestuale al collasso politico europeo. Occorre cogliere cioè in che termini le misure amministrative securitarie e xenofobe che vari paesi stanno adottando profilino una decisa trasformazione della governance continentale. Il neoliberismo europeo ha perso ogni spinta modernizzatrice e configura piuttosto un’inedita fenomenologia della violenza conservatrice.

MARCO ASSENNATO

 

 

LA SPAGNA DOPO LE ELEZIONI POLITICHE

La situazione è aperta a tutte le soluzioni, comprese le elezioni anticipate forse la più probabile. Nel loro comitato federale del 30 gennaio i socialisti hanno riconfermato l’indisponibilità ad appoggiare, anche solo astenendosi, un governo Pp e Ciudadanos, ma contemporaneamente hanno posto condizioni pesanti al segretario per avviare la trattativa con Podemos.

MASSIMO SERAFINI

 

 

LA GERMANIA, DA GIGANTE ECONOMICO A NANO POLITICO?

È indubbio che le scelte dei governi Merkel-Schäuble stanno segnando il destino della Germania e dell’Europa. C’è da dubitare che l’impostazione data da Berlino alle politiche europee, possa essere cambiata solo con un sussulto di aggressività dei paesi deboli, e con espressioni quali “l’Italia è tornata” o “non andremo più a Bruxelles con il cappello in mano”.

MASSIMO D’ANGELILLO

 

 

FOCUS

 

L’ITALIA RENZIANA CHE AVANZA TRABALLANDO

 

UNA CAMPAGNA REFERENDARIA CHE PUÒ CAMBIARE IL VOLTO DEL PAESE

ALFONSO GIANNI

 

 

WELFARE AZIENDALE, EUTANASIA DELLA CONTRATTAZIONE?

MARIO SAI

 

 

OCCUPAZIONE E POLITICA INDUSTRIALE IN EUROPA

FRANCESCO GARIBALDO

 

 

SUD D’ITALIA E SUD D’EUROPA NELLA NUOVA DIVISIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO

TONINO PERNA

 

 

MIGRANTI E LAVORO AL TEMPO DELLA CRISI

VANESSA TURRI

 

 

APPROFONDIMENTI

 

LA PERSONA E I DIRITTI

MATERNITÀ SURROGATA, OLTRE L’ALTERNATIVA TRA PROIBIZIONISMO E LAISSEZ-FAIRE

GIORGIA SERUGHETTI

 

 

L’EUROPA E IL FANTASMA DI COLONIA

BIA SARASINI

 

 

GLI OSPITI

 

LA SINISTRA RADICALE IN EUROPA DOPO IL 1989: BILANCI E PROSPETTIVE

MARCELLO MUSTO

 

 

BRUNO TRENTIN: CHE COSA È LA POLITICA

ANDREA RANIERI